Si è spento ieri Tommaso Padoa-Schioppa, il nostro ex ministro dell'economia nel governo Prodi.
Era stato criticato pesantemente da chi capisce poco di economia e non conosce la situazione critica dell'Italia. Nel breve periodo al governo aveva messo i conti a posto e aveva gettato le basi per politiche di sviluppo negli anni successivi. Se la nostra politica avesse lasciato governare il duo Prodi e Padoa Schioppa, oggi la nostra economia sarebbe molto più in salute.
Ma nell'era del mediashopping non c'è spazio per politiche economiche a medio-lungo termine. Tutto deve essere fatto per alzare i consenso dei sondaggi e per alimentare la straziante (ed incessante) campagna elettorale a cui siamo sottoposti da più di dieci anni. Il marketing e la comunicazione arrogante in Italia riesce a vincere contra la buona politica ed i buoni politici.
Noi di Colti al Volo vogliamo comunque ringraziare Padoa Schioppa per il suo grande contributo all'Italia, nella speranza che qualche giovane economista abbia imparato da lui e possa prenderne le redini.
Monday, December 20, 2010
Friday, October 22, 2010
Crisi dei Rifiuti, Crisi di Governo
Vorrei portare all'attenzione un fatto interessante. Le principali crisi dei rifiuti in Campania sono avvenute nel 2001, 2007/2008 e quella attuale del 2010, guarda a caso parallelamente a imminenti cambi di governo.
La prima crisi dei rifiuti avviene agli inizi del 2001, pochi mesi prima della fine del governo Amato.
La seconda crisi, quella che è rimasta impressa negli occhi di tutto il mondo, avviene tra il 2007 e il 2008, proprio a cavallo del declino del governo Prodi, quando ormai è chiaro che nuove elezioni sono imminenti.
Adesso, la situazione si sta ripetendo nel 2010: nuove elezioni sono nell'aria, e la crisi dei rifiuti arriva puntuale come un orologio svizzero.
Coincidenza o No?
La prima crisi dei rifiuti avviene agli inizi del 2001, pochi mesi prima della fine del governo Amato.
La seconda crisi, quella che è rimasta impressa negli occhi di tutto il mondo, avviene tra il 2007 e il 2008, proprio a cavallo del declino del governo Prodi, quando ormai è chiaro che nuove elezioni sono imminenti.
Adesso, la situazione si sta ripetendo nel 2010: nuove elezioni sono nell'aria, e la crisi dei rifiuti arriva puntuale come un orologio svizzero.
Coincidenza o No?
Monday, October 18, 2010
Geografia degli studi economici
Il blog Roving Bandit riporta uno studio di Stefan Dercon sui paesi studiati dagli economisti.
Il grafico è molto interessante.
Anche se non lo vedete, ci sono cinquantaquattro paesi.
Vi direte voi, gli studiosi di economia dello sviluppo faranno dell'altro.. No?
Ebbene si, come si vede nel grafico qua sotto.
L'interesse principale è per le economie emergenti, in particolare le cosiddette BRICS. La cosa che mi stupisce di più è la presenza, anche qui, di Stati Uniti e Giappone.
Sunday, October 17, 2010
Matematica, natura, e bellezza
Si è spento ieri Benoit Mandelbrot, il grande matematico francese che ha scoperto i frattali.
Vi consiglio di guardare l'intervista a Mandelbrot su TED e vedere le immagini spettacolari che possono essere costruite da semplici (si fa per dire) formule matematiche.

Vi consiglio di guardare l'intervista a Mandelbrot su TED e vedere le immagini spettacolari che possono essere costruite da semplici (si fa per dire) formule matematiche.
Thursday, October 14, 2010
Lo sguardo dell'economista
Gli economisti ci divertono a creare abbreviazioni in modo tale da non farsi capire da nessuno. Io ho perso ogni speranza di imparare il significato di tutte le abbreviazioni, ma ho trovato un metodo alternativo molto più efficace.
È sufficiente guardare i loro occhi.
Per esempio,
Alla parola "BRIC", i loro occhi iniziano a brillare di un eccitazione misto timore. Si intravedono investimenti, calcio, vodka e tanti involtini primavera. Infatti BRIC sta per Brasile, Russia, Cina e India, che sono le cosiddette economie emergenti, le grandi speranze per il futuro che stanno crescendo alla velocità della luce. Però tanti hanno paura che il loro benessere arrivi al costo della nostra ricchezza. Quindi il BRIC fa anche un po' paura.
Se vedete l'economista andare in bagno troppo spesso, avere il viso pallido e la voce rauca. Insomma se l'economista ha l'aspetto di Tremonti, probabilmente sta pensando ai PIIGS: Portogallo, Italia, Irlanda, Grecia e Spagna, che sono i paesi fortemente indebitati in Europa.
Ebbene si, siamo dei Piigs, siamo il grande timore mondiale. Se andiamo in vacca noi, vanno in vacca tutti. Anche se ci vantiamo di essere parte del G8, in realtà non siamo niente più che un timore per gli altri. C'e gente che ci chiama paese della 'periferia economica' d'Europa.
V'è venuto il mal di pancia pure a voi?
L'Africa è gigante
Probabilmente tutti noi non sappiamo nulla dell'africa tranne tre cose:
È povera (anche se in realtà sta crescendo molto)
È nera (la gente lo è)
È grande, anzi no, è gigante.
Quest'immagine, rubata a Africa is a Country, rende l'idea abbastanza bene.

È povera (anche se in realtà sta crescendo molto)
È nera (la gente lo è)
È grande, anzi no, è gigante.
Quest'immagine, rubata a Africa is a Country, rende l'idea abbastanza bene.
Tuesday, October 12, 2010
La Serbia è bellissima
Soprattutto eccitazione, poco disgusto; troppo poco. Nonostante i cronisti Rai abbiano ripetuto ossessivamente la parola 'indegno', tra le righe si sentiva un eccitazione per quelle scene incredibili dei tifosi serbi. Anzi, del un (1) tifoso serbo che con viso coperto è salito sulle transenne con una tenaglia ed ha tagliato la rete di protezione.
Lui è stato il protagonista della sera. Quasi come un film ad alta tensione, ho provato paura.
Per quei poliziotti che potevano rischiar la vita. Tra di loro vedevo gli amici del bar, gli ex compagni di classe, che dopo le scuole medie hanno preso strade diverse.
Per gli amici serbi in Italia, che saranno colpiti da una nuova ondata di fango.
Non facciamoci fregare da quello sfigato con cappuccio e tenaglia. In realtà la Serbia è stupenda. Belgrado è la città che non dorme mai, feste, musica e buon cibo. Si dice.
Lui è stato il protagonista della sera. Quasi come un film ad alta tensione, ho provato paura.
Per quei poliziotti che potevano rischiar la vita. Tra di loro vedevo gli amici del bar, gli ex compagni di classe, che dopo le scuole medie hanno preso strade diverse.
Per gli amici serbi in Italia, che saranno colpiti da una nuova ondata di fango.
Non facciamoci fregare da quello sfigato con cappuccio e tenaglia. In realtà la Serbia è stupenda. Belgrado è la città che non dorme mai, feste, musica e buon cibo. Si dice.
Google Tuttofare: automobili, energia, economia
Google è più di un semplice motore di ricerca: è una risorsa strategica per gli Stati Uniti per uscire dalla crisi finanziaria.
La settimana scorsa sono uscite tre notizie passate sotto tono in Italia (e chi si stupisce più). Google sta testando automobili a guida automatica, nuove tecnologie per l'energia eolica, ed infine un indice di inflazione che invece di usare il paniere di beni classico, utilizza i prezzi delle vendite online (quest'ultimo probabilmente esalta solo noi economisti).
È evidente che Google sta allargando il suo Core business e vuole portare livelli di innovazione che non si vedono dal dopo guerra. Per portare l'occidente fuori dalla melma della crisi è necessario far crescere la domanda mondiale per beni prodotti domesticamente (in occidente). Gli Stati Uniti puntano sull'energia e le automobili. L'Italia punta su porchetta e tavernello.
Intanto, però, la Federal Reserve sta iniziando il secondo round di quantitative easing che in parole più semplici significa che gli USA stamperanno una montagna di soldi, miliardi di dollari.
Tempi incerti.
Tuesday, October 5, 2010
Un tablet per bambino
Eh mo', ci risiamo.
Dopo le grandi idee del passato, come il computer portatile che si ricarica a manovella, adesso l'associazione One Laptop per Child (un portatile per bambino) dice di voler donare un tablet (tipo iPad, ma in versione patacca) ad ogni bambino povero. La notizia la trovate sul sito della BBC. http://www.bbc.co.uk/news/technology-11475335.
Ora, a parte il fatto che le buone intenzioni non sono discutibili. E a parte il fatto che quel famoso computer a manovella non se l'è mai cagato nessuno (manco in Africa), una domanda deve essere fatta. A cosa serve? Chi ci guadagna?
Il problema grave di queste iniziative è che sono semplicemente insensate. In Kenya, come in altre parti in Africa, la tecnologia è la grande speranza per il futuro. Una delle grandi success stories del paese è quello della telefonia mobile. Se qualche pazzo-con-buone-intenzioni fosse andato in Kenya qualche anno fa, con l'idea di dare un cellulare a famiglia, oggi il mercato della telefonia mobile in kenya sarebbe morto. Migliaia di posti di lavoro sarebbero persi, l'innovazione, gli incentivi, la speranza che si respira in questo settore in Kenya (che sotto molti aspetti funziona meglio di quello italiano) non esisterebbero.
Lasciamo al mercato quel che è del mercato. Aiutiamo semmai le situazioni di grave povertà ed esclusione.
Dopo le grandi idee del passato, come il computer portatile che si ricarica a manovella, adesso l'associazione One Laptop per Child (un portatile per bambino) dice di voler donare un tablet (tipo iPad, ma in versione patacca) ad ogni bambino povero. La notizia la trovate sul sito della BBC. http://www.bbc.co.uk/news/technology-11475335.
Ora, a parte il fatto che le buone intenzioni non sono discutibili. E a parte il fatto che quel famoso computer a manovella non se l'è mai cagato nessuno (manco in Africa), una domanda deve essere fatta. A cosa serve? Chi ci guadagna?
Il problema grave di queste iniziative è che sono semplicemente insensate. In Kenya, come in altre parti in Africa, la tecnologia è la grande speranza per il futuro. Una delle grandi success stories del paese è quello della telefonia mobile. Se qualche pazzo-con-buone-intenzioni fosse andato in Kenya qualche anno fa, con l'idea di dare un cellulare a famiglia, oggi il mercato della telefonia mobile in kenya sarebbe morto. Migliaia di posti di lavoro sarebbero persi, l'innovazione, gli incentivi, la speranza che si respira in questo settore in Kenya (che sotto molti aspetti funziona meglio di quello italiano) non esisterebbero.
Lasciamo al mercato quel che è del mercato. Aiutiamo semmai le situazioni di grave povertà ed esclusione.
Tuesday, September 7, 2010
Il Ri-Torno
Tornato in terra Italica dope tre mesi d'est Africa, rinnovato nell'animo e pieno di nuove idee.
Questo è il riassunto del mio stato d'animo di questa mattina.
Come segnalazione di oggi, consiglio di guardare questo nuovo metodo di marketing via youtube.
http://www.youtube.com/watch?v=4ba1BqJ4S2M
Semplicemente geniale
Questo è il riassunto del mio stato d'animo di questa mattina.
Come segnalazione di oggi, consiglio di guardare questo nuovo metodo di marketing via youtube.
http://www.youtube.com/watch?v=4ba1BqJ4S2M
Semplicemente geniale
Monday, June 21, 2010
Un mondiale col sonnifero
Sinceramente, che palle.
Mi ero promesso di non scrivere niente sul mondiale, un po' perché lo fanno tutti, ed un po' perché non ho molto da dire. Però questi sono i peggiori che io abbia mai visto. Tutte le partite sono una noia mortale, poco spettacolo; c'è sempre una squadra forte che gioca male ed una debole che si difende e fa la sua degna figura. Poche azioni, solo gol da palla ferma.
Poi la questione "esotica" di questo mondiale, cioè il fatto che si giochi in Africa, è passato in secondo piano pressoché immediatamente. In TV si vede poco o niente delle comunità locali, delle tradizioni, storia e contraddizioni di questo paese. L'unica cosa che i non-africanisti hanno imparato è che in Africa può far freddo.
Poca roba per un evento attesissimo che dovrebbe rimanere nella storia del continente.
Mi ero promesso di non scrivere niente sul mondiale, un po' perché lo fanno tutti, ed un po' perché non ho molto da dire. Però questi sono i peggiori che io abbia mai visto. Tutte le partite sono una noia mortale, poco spettacolo; c'è sempre una squadra forte che gioca male ed una debole che si difende e fa la sua degna figura. Poche azioni, solo gol da palla ferma.
Poi la questione "esotica" di questo mondiale, cioè il fatto che si giochi in Africa, è passato in secondo piano pressoché immediatamente. In TV si vede poco o niente delle comunità locali, delle tradizioni, storia e contraddizioni di questo paese. L'unica cosa che i non-africanisti hanno imparato è che in Africa può far freddo.
Poca roba per un evento attesissimo che dovrebbe rimanere nella storia del continente.
Saturday, June 19, 2010
i missionari cattolici in Africa
Ho trovato una citazione interessante di Jomo Kenyatta, eroe dell'indipendenza del Kenya e primo presidente dopo la fine del colonialismo negli anni sessanta:
Quando arrivarono i missionari, gli africani avevano la terra e i missionari avevano la Bibbia.
Ci insegnarono a pregare a occhi chiusi. Quando li aprimmo, loro avevano la terra e noi la Bibbia».
Se guardiamo la situazione del cattolicesimo in Africa al giorno d'oggi, ci rendiamo conto della fortissima penetrazione del cattolicesimo nel continente nero. Se si va in qualsiasi cittadina del Kenya, o di qualsiasi altro paese africano, si nota che le costruzioni più moderne e recenti sono le chiese, a differenza di gran parte del mondo dove la chiesa è solitamente la costruzione più antica. Se volete leggere un capolavoro della letteratura africana, che tratta anche dell'argomento dell'arrivo dei missionari e del loro effetto sulle tradizioni locali vi consiglio 'il crollo' di Chinua Achebe. la grandezza di questo libro sta nel fatto che non si limita ad una semplice accusa dei missionari e dell'occidente, ma fornisce un racconto sincero e schietto di ciò che è successo, dall'eliminazione di riti tribali allucinanti come l'uccisione dei gemelli, alle follie dei governi coloniali, che hanno distrutto secoli di storia e di cultura.
incredibilmente però, questo libro famoso in tutto il mondo non è più stampato in Italia da molti anni. Se volete un consiglio, cercatelo nelle bancarelle.. Io l'ho trovato così!
Quando arrivarono i missionari, gli africani avevano la terra e i missionari avevano la Bibbia.
Ci insegnarono a pregare a occhi chiusi. Quando li aprimmo, loro avevano la terra e noi la Bibbia».
Se guardiamo la situazione del cattolicesimo in Africa al giorno d'oggi, ci rendiamo conto della fortissima penetrazione del cattolicesimo nel continente nero. Se si va in qualsiasi cittadina del Kenya, o di qualsiasi altro paese africano, si nota che le costruzioni più moderne e recenti sono le chiese, a differenza di gran parte del mondo dove la chiesa è solitamente la costruzione più antica. Se volete leggere un capolavoro della letteratura africana, che tratta anche dell'argomento dell'arrivo dei missionari e del loro effetto sulle tradizioni locali vi consiglio 'il crollo' di Chinua Achebe. la grandezza di questo libro sta nel fatto che non si limita ad una semplice accusa dei missionari e dell'occidente, ma fornisce un racconto sincero e schietto di ciò che è successo, dall'eliminazione di riti tribali allucinanti come l'uccisione dei gemelli, alle follie dei governi coloniali, che hanno distrutto secoli di storia e di cultura.
incredibilmente però, questo libro famoso in tutto il mondo non è più stampato in Italia da molti anni. Se volete un consiglio, cercatelo nelle bancarelle.. Io l'ho trovato così!
Thursday, June 17, 2010
iPad
Questa é la prima volta che provo a scrivere sul mio blog utilizzando il mio nuovo iPad. È una sensazione nuovissima, non solo per il modo in cui si digita sullo schermo, ma anche per tutto il resto: il modo in cui si naviga, l'utilizzo delle applicazioni, il modo in cui ci si posiziona finchè si sta navigando. Questo è il mio primo prodotto Apple, quindi per me è tutto completamente nuovo.
premettendo che quello che scrivo adesso sono sensazioni a stra-caldo, io vedo due possibili scenari futuri. O cambieremo completamente il nostro modo di vivere la vita 'digitale' stravolgendo il rapporto fisico tra uomo e macchina. Oppure questo iPad andrà in disuso nell'arco di poco tempo. chissà forse diventerà un prodotto di nicchia da fighetti.
Ma non credo proprio...
premettendo che quello che scrivo adesso sono sensazioni a stra-caldo, io vedo due possibili scenari futuri. O cambieremo completamente il nostro modo di vivere la vita 'digitale' stravolgendo il rapporto fisico tra uomo e macchina. Oppure questo iPad andrà in disuso nell'arco di poco tempo. chissà forse diventerà un prodotto di nicchia da fighetti.
Ma non credo proprio...
Wednesday, June 16, 2010
Shangai: dal 1990 al 2010
Ecco a voi la faccia dello sviluppo economico.
E se facessimo la stessa foto di Roma nel 1960 e 2010?
E se facessimo la stessa foto di Roma nel 1960 e 2010?
Tuesday, June 15, 2010
Autogol Padano
La minuscola percentuale di noi Veneti-non-leghisti (ebbene si, siamo una minoranza ma esistiamo) commette l'errore di vivere con un'unica speranza politica, quasi un illusione: che la Lega si faccia un autogol. Speriamo che la Lega faccia la fine di un maratoneta chè è in testa per tutta la gara (senza avversari) ma poi perde clamorosamente perchè comincia ad esultare troppo presto. Speriamo che la Lega perda consenso politico a causa di una loro disattenzione o una scemata di Borghezio.
Questo autogol forse è arrivato ieri, quando Radio Padania ha toccato l'unico elemento di Italianità rimasto - o forse, l'unico che sia mai esistito - facendo la radio-cronaca della partita tifando contro la nazionale italiana.
Dentro tutti noi Veneti-non-Leghisti è sorta la Grande Speranza: "E' arrivato l'autogol? Adesso la gente capirà che la Lega è una cricca di esaltati senza senso?".
Forse questa scemata Leghista ci aiuterà un po', ma non sarà sufficiente a dimostrare la pochezza del progetto politico di Bossi (sia padre che figlio, che progetti in testa non ne ha).
La lega non piace perchè se il suo progetto politico fa rabbrividire. Pensiamo solo per un attimo che la Lega governi l'Italia per i prossimi 20 anni. Che Italia sarà?
Sarà l'Italia del campanilismo, un Italia che guarda indietro e trova orgoglio nella propria arretratezza e chiusura mentale. Un Italia dove i "valori tradizionali" sono solamente una paura del cambiamento. La Lega ci vuole isolare dall'Europa e dal mondo, e far regredire perchè ha paura di tutto ciò che è nuovo. Questo è il loro autogol. Quello che ci può far vincere.
Questo autogol forse è arrivato ieri, quando Radio Padania ha toccato l'unico elemento di Italianità rimasto - o forse, l'unico che sia mai esistito - facendo la radio-cronaca della partita tifando contro la nazionale italiana.
Dentro tutti noi Veneti-non-Leghisti è sorta la Grande Speranza: "E' arrivato l'autogol? Adesso la gente capirà che la Lega è una cricca di esaltati senza senso?".
Forse questa scemata Leghista ci aiuterà un po', ma non sarà sufficiente a dimostrare la pochezza del progetto politico di Bossi (sia padre che figlio, che progetti in testa non ne ha).
La lega non piace perchè se il suo progetto politico fa rabbrividire. Pensiamo solo per un attimo che la Lega governi l'Italia per i prossimi 20 anni. Che Italia sarà?
Sarà l'Italia del campanilismo, un Italia che guarda indietro e trova orgoglio nella propria arretratezza e chiusura mentale. Un Italia dove i "valori tradizionali" sono solamente una paura del cambiamento. La Lega ci vuole isolare dall'Europa e dal mondo, e far regredire perchè ha paura di tutto ciò che è nuovo. Questo è il loro autogol. Quello che ci può far vincere.
Monday, June 14, 2010
Italia: un paese "Mezza - Canaglia"
Il nostro presidente del consiglio ha fatto un gran colpo diplomatico, risolvendo in una mattinata una controversia che andava avanti da diversi mesi tra la Libia del colonnello Gheddafi e la Svizzera. Grazie alla visita Italiana è stato rilasciato il cittadino svizzero Max Goeldi che era trattenuto dalle autorità libiche dal luglio scorso. Voci di corridoio parlano di una strategia di alta classe: finchè Berlusconi corteggiava le guardie amazzoni nella prigione Libica, la Craxi si intrufolava nella nel sotterraneo della tenda aprendo la cella di Gueldi, che intanto si dileguava.
Scherzi a parte, l'esperienza di oggi porta alla luce due cose. Primo, la capacità di Berlusconi di utilizzare il proprio carisma personale non solo con gli elettori, ma anche nei rapporti diplomatici. La liberazione di Gueldi sicuramente è avvenuta per vie informali, sulla base di un sistema di "reciprocità di favori" di cui nessuno sa il vero contenuto.
Secondo, oggi più che mai si sta delineando la posizione diplomatica italiana nel sistema internazionale. Berlusconi non è benvisto da Obama, dalla Merkel o Sarkozy. Allo stesso tempo però è un interlocutore di due stra-potenti canaglie anti-democratiche come Putin e Gheddafi. Inoltre, poco tempo fa il nostro Premier è stato il primo leader occidentale a far visita a Lukashenka, il tiranno della Bielorussia che sta portando il suo paese al tracollo.
Il rafforzamento di questi contatti fa parte di una strategia ben precisa. A causa del declino italiano che va avanti da diversi decenni, Berlusconi ha capito che per ritagliarsi un ruolo nella comunità internazionale bisogna assumersi un ruolo che nessun paese occidentale vuole avere: quello di avvicinarsi ai paesi canaglia, diventarne amico, interlocutore ed intermediario.
Dopotutto non c'è niente da stupirsi, questa è la natura e la grande qualità degli italiani. Noi siamo maestri dei sotterfugi e degli accordi informali; del contrattare con i criminali e trovare accordi senza soluzioni definitive; del trattare le cose sporche, ripulirle e farle sembrare nuove e splendenti. Questa è l'Italia di oggi, e questo è di conseguenza l'unico ruolo che possiamo averre nello scacchiere internazionale: noi non siamo un paese canaglia -siamo una "mezza canaglia".
Scherzi a parte, l'esperienza di oggi porta alla luce due cose. Primo, la capacità di Berlusconi di utilizzare il proprio carisma personale non solo con gli elettori, ma anche nei rapporti diplomatici. La liberazione di Gueldi sicuramente è avvenuta per vie informali, sulla base di un sistema di "reciprocità di favori" di cui nessuno sa il vero contenuto.
Secondo, oggi più che mai si sta delineando la posizione diplomatica italiana nel sistema internazionale. Berlusconi non è benvisto da Obama, dalla Merkel o Sarkozy. Allo stesso tempo però è un interlocutore di due stra-potenti canaglie anti-democratiche come Putin e Gheddafi. Inoltre, poco tempo fa il nostro Premier è stato il primo leader occidentale a far visita a Lukashenka, il tiranno della Bielorussia che sta portando il suo paese al tracollo.
Il rafforzamento di questi contatti fa parte di una strategia ben precisa. A causa del declino italiano che va avanti da diversi decenni, Berlusconi ha capito che per ritagliarsi un ruolo nella comunità internazionale bisogna assumersi un ruolo che nessun paese occidentale vuole avere: quello di avvicinarsi ai paesi canaglia, diventarne amico, interlocutore ed intermediario.
Dopotutto non c'è niente da stupirsi, questa è la natura e la grande qualità degli italiani. Noi siamo maestri dei sotterfugi e degli accordi informali; del contrattare con i criminali e trovare accordi senza soluzioni definitive; del trattare le cose sporche, ripulirle e farle sembrare nuove e splendenti. Questa è l'Italia di oggi, e questo è di conseguenza l'unico ruolo che possiamo averre nello scacchiere internazionale: noi non siamo un paese canaglia -siamo una "mezza canaglia".
Sunday, June 13, 2010
Perchè in Italia non ci sono blog?
Sono stato al Festival dell'economia di Trento alla conferenza sull'influenza dei blog nella politica al giorno d'oggi (qui c'è il video integrale della conferenza). Il relatore principale era Tyler Cowen, famoso economista e co-autore di Marginal Revolution, il più importante blog di economia al mondo. C'erano anche diversi dei "blogger nostrani" da LaVoce.info, VoxEu e vari altri. La domanda che nessuno ha chiesto è "ma perchè vi definite blogger e non dei webmagazine?".
In realtà, quelli sono semplicemente dei progetti d'informazione paragonabili a magazine di approfondimento che utilizzano la rete e non la carta come piattaforma; si basano sul lavoro di editori, meccanismi di scelta dei contenuti, e quindi di controllo anche politico dell'informazione che si vuol far passare. Ma quali sono le caratteristiche che i blog devono assolutamente avere?
In realtà non c'è una risposta univoca. Ma se andiamo su siti come lavoce.info, si percepisce che gli elementi base del blog sono assenti. Per definizione un blog si basa su un'assoluta libertà di scrittura senza pre-selezione dei contenuti, la mancanza di intermediari (come ad esempio gli editor), la spontaneità dei contenuti ed il rapporto stretto tra chi scrive e chi legge tramite commenti.
In realtà, quelli sono semplicemente dei progetti d'informazione paragonabili a magazine di approfondimento che utilizzano la rete e non la carta come piattaforma; si basano sul lavoro di editori, meccanismi di scelta dei contenuti, e quindi di controllo anche politico dell'informazione che si vuol far passare. Ma quali sono le caratteristiche che i blog devono assolutamente avere?
In realtà non c'è una risposta univoca. Ma se andiamo su siti come lavoce.info, si percepisce che gli elementi base del blog sono assenti. Per definizione un blog si basa su un'assoluta libertà di scrittura senza pre-selezione dei contenuti, la mancanza di intermediari (come ad esempio gli editor), la spontaneità dei contenuti ed il rapporto stretto tra chi scrive e chi legge tramite commenti.
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