Monday, June 21, 2010

Un mondiale col sonnifero

Sinceramente, che palle.

Mi ero promesso di non scrivere niente sul mondiale, un po' perché lo fanno tutti, ed un po' perché non ho molto da dire. Però questi sono i peggiori che io abbia mai visto. Tutte le partite sono una noia mortale, poco spettacolo; c'è sempre una squadra forte che gioca male ed una debole che si difende e fa la sua degna figura. Poche azioni, solo gol da palla ferma.

Poi la questione "esotica" di questo mondiale, cioè il fatto che si giochi in Africa, è passato in secondo piano pressoché immediatamente. In TV si vede poco o niente delle comunità locali, delle tradizioni, storia e contraddizioni di questo paese. L'unica cosa che i non-africanisti hanno imparato è che in Africa può far freddo.

Poca roba per un evento attesissimo che dovrebbe rimanere nella storia del continente.

Saturday, June 19, 2010

i missionari cattolici in Africa

Ho trovato una citazione interessante di Jomo Kenyatta, eroe dell'indipendenza del Kenya e primo presidente dopo la fine del colonialismo negli anni sessanta:

Quando arrivarono i missionari, gli africani avevano la terra e i missionari avevano la Bibbia.
Ci insegnarono a pregare a occhi chiusi. Quando li aprimmo, loro avevano la terra e noi la Bibbia».


Se guardiamo la situazione del cattolicesimo in Africa al giorno d'oggi, ci rendiamo conto della fortissima penetrazione del cattolicesimo nel continente nero. Se si va in qualsiasi cittadina del Kenya, o di qualsiasi altro paese africano, si nota che le costruzioni più moderne e recenti sono le chiese, a differenza di gran parte del mondo dove la chiesa è solitamente la costruzione più antica. Se volete leggere un capolavoro della letteratura africana, che tratta anche dell'argomento dell'arrivo dei missionari e del loro effetto sulle tradizioni locali vi consiglio 'il crollo' di Chinua Achebe. la grandezza di questo libro sta nel fatto che non si limita ad una semplice accusa dei missionari e dell'occidente, ma fornisce un racconto sincero e schietto di ciò che è successo, dall'eliminazione di riti tribali allucinanti come l'uccisione dei gemelli, alle follie dei governi coloniali, che hanno distrutto secoli di storia e di cultura.

incredibilmente però, questo libro famoso in tutto il mondo non è più stampato in Italia da molti anni. Se volete un consiglio, cercatelo nelle bancarelle.. Io l'ho trovato così!

Thursday, June 17, 2010

iPad

Questa é la prima volta che provo a scrivere sul mio blog utilizzando il mio nuovo iPad. È una sensazione nuovissima, non solo per il modo in cui si digita sullo schermo, ma anche per tutto il resto: il modo in cui si naviga, l'utilizzo delle applicazioni, il modo in cui ci si posiziona finchè si sta navigando. Questo è il mio primo prodotto Apple, quindi per me è tutto completamente nuovo.

premettendo che quello che scrivo adesso sono sensazioni a stra-caldo, io vedo due possibili scenari futuri. O cambieremo completamente il nostro modo di vivere la vita 'digitale' stravolgendo il rapporto fisico tra uomo e macchina. Oppure questo iPad andrà in disuso nell'arco di poco tempo. chissà forse diventerà un prodotto di nicchia da fighetti.

Ma non credo proprio...

Wednesday, June 16, 2010

Shangai: dal 1990 al 2010

Ecco a voi la faccia dello sviluppo economico.






E se facessimo la stessa foto di Roma nel 1960 e 2010?

Tuesday, June 15, 2010

Autogol Padano

La minuscola percentuale di noi Veneti-non-leghisti (ebbene si, siamo una minoranza ma esistiamo) commette l'errore di vivere con un'unica speranza politica, quasi un illusione: che la Lega si faccia un autogol. Speriamo che la Lega faccia la fine di un maratoneta chè è in testa per tutta la gara (senza avversari) ma poi perde clamorosamente perchè comincia ad esultare troppo presto. Speriamo che la Lega perda consenso politico a causa di una loro disattenzione o una scemata di Borghezio.

Questo autogol forse è arrivato ieri, quando Radio Padania ha toccato l'unico elemento di Italianità rimasto - o forse, l'unico che sia mai esistito - facendo la radio-cronaca della partita tifando contro la nazionale italiana.

Dentro tutti noi Veneti-non-Leghisti è sorta la Grande Speranza: "E' arrivato l'autogol? Adesso la gente capirà che la Lega è una cricca di esaltati senza senso?".

Forse questa scemata Leghista ci aiuterà un po', ma non sarà sufficiente a dimostrare la pochezza del progetto politico di Bossi (sia padre che figlio, che progetti in testa non ne ha).

La lega non piace perchè se il suo progetto politico fa rabbrividire. Pensiamo solo per un attimo che la Lega governi l'Italia per i prossimi 20 anni. Che Italia sarà?

Sarà l'Italia del campanilismo, un Italia che guarda indietro e trova orgoglio nella propria arretratezza e chiusura mentale. Un Italia dove i "valori tradizionali" sono solamente una paura del cambiamento. La Lega ci vuole isolare dall'Europa e dal mondo, e far regredire perchè ha paura di tutto ciò che è nuovo. Questo è il loro autogol. Quello che ci può far vincere.

Monday, June 14, 2010

Quale futuro per la stampa?

Dipende dai punti ti vista ...

Italia: un paese "Mezza - Canaglia"

Il nostro presidente del consiglio ha fatto un gran colpo diplomatico, risolvendo in una mattinata una controversia che andava avanti da diversi mesi tra la Libia del colonnello Gheddafi e la Svizzera. Grazie alla visita Italiana è stato rilasciato il cittadino svizzero Max Goeldi che era trattenuto dalle autorità libiche dal luglio scorso. Voci di corridoio parlano di una strategia di alta classe: finchè Berlusconi corteggiava le guardie amazzoni nella prigione Libica, la Craxi si intrufolava nella nel sotterraneo della tenda aprendo la cella di Gueldi, che intanto si dileguava.

Scherzi a parte, l'esperienza di oggi porta alla luce due cose. Primo, la capacità di Berlusconi di utilizzare il proprio carisma personale non solo con gli elettori, ma anche nei rapporti diplomatici. La liberazione di Gueldi sicuramente è avvenuta per vie informali, sulla base di un sistema di "reciprocità di favori" di cui nessuno sa il vero contenuto.

Secondo, oggi più che mai si sta delineando la posizione diplomatica italiana nel sistema internazionale. Berlusconi non è benvisto da Obama, dalla Merkel o Sarkozy. Allo stesso tempo però è un interlocutore di due stra-potenti canaglie anti-democratiche come Putin e Gheddafi. Inoltre, poco tempo fa il nostro Premier è stato il primo leader occidentale a far visita a Lukashenka, il tiranno della Bielorussia che sta portando il suo paese al tracollo.

Il rafforzamento di questi contatti fa parte di una strategia ben precisa. A causa del declino italiano che va avanti da diversi decenni, Berlusconi ha capito che per ritagliarsi un ruolo nella comunità internazionale bisogna assumersi un ruolo che nessun paese occidentale vuole avere: quello di avvicinarsi ai paesi canaglia, diventarne amico, interlocutore ed intermediario.

Dopotutto non c'è niente da stupirsi, questa è la natura e la grande qualità degli italiani. Noi siamo maestri dei sotterfugi e degli accordi informali; del contrattare con i criminali e trovare accordi senza soluzioni definitive; del trattare le cose sporche, ripulirle e farle sembrare nuove e splendenti. Questa è l'Italia di oggi, e questo è di conseguenza l'unico ruolo che possiamo averre nello scacchiere internazionale: noi non siamo un paese canaglia -siamo una "mezza canaglia".

Sunday, June 13, 2010

Perchè in Italia non ci sono blog?

Sono stato al Festival dell'economia di Trento alla conferenza sull'influenza dei blog nella politica al giorno d'oggi (qui c'è il video integrale della conferenza). Il relatore principale era Tyler Cowen, famoso economista e co-autore di Marginal Revolution, il più importante blog di economia al mondo. C'erano anche diversi dei "blogger nostrani" da LaVoce.info, VoxEu e vari altri. La domanda che nessuno ha chiesto è "ma perchè vi definite blogger e non dei webmagazine?".

In realtà, quelli sono semplicemente dei progetti d'informazione paragonabili a magazine di approfondimento che utilizzano la rete e non la carta come piattaforma; si basano sul lavoro di editori, meccanismi di scelta dei contenuti, e quindi di controllo anche politico dell'informazione che si vuol far passare. Ma quali sono le caratteristiche che i blog devono assolutamente avere?

In realtà non c'è una risposta univoca. Ma se andiamo su siti come lavoce.info, si percepisce che gli elementi base del blog sono assenti. Per definizione un blog si basa su un'assoluta libertà di scrittura senza pre-selezione dei contenuti, la mancanza di intermediari (come ad esempio gli editor), la spontaneità dei contenuti ed il rapporto stretto tra chi scrive e chi legge tramite commenti.